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Emergenza

I gigli sono pericolosi per il gatto e il cane?

Per il gatto bastano un pezzetto di foglia, il polline leccato dal pelo o l’acqua del vaso: danno ai reni.

CaneAttenzione
GattoPericoloso
Chiama subito il veterinario, anche se sembra stare bene.I segni possono arrivare dopo ore o giorni. Questa pagina ti aiuta al telefono: non sostituisce il veterinario.

Cosa dicono le fonti

  • Per il gatto ogni parte del giglio è pericolosissima: fiori, foglie, stelo e polline, anche leccato dal pelo, e l’acqua del vaso. Può uccidere anche meno di una foglia.
  • Il veleno danneggia i reni, fino a farli smettere di funzionare. Sono pericolosi i gigli veri (Lilium) e le emerocallidi (Hemerocallis). Altre piante che si chiamano «giglio», o che in inglese hanno «lily» nel nome, come il mughetto, lo spatifillo e la calla, possono essere tossiche in altri modi.
  • Nemmeno i gigli senza polline sono sicuri: è tossica tutta la pianta.
  • I segni arrivano entro 1-6 ore: bava, vomito, non mangia, stanchezza, debolezza. È un’emergenza: dal veterinario subito.
  • La fonte parla del gatto. Del cane non dice niente: tienili lontani lo stesso.

Cosa fare adesso

  1. Chiama subito il tuo veterinario o il pronto soccorso veterinario più vicino, anche se il tuo animale sembra stare bene: i segni possono comparire dopo ore o giorni.
  2. Allontanalo da ciò che ha mangiato e porta via quello che resta. Se ne ha ancora in bocca, offrigli un gioco perché lo lasci.
  3. Se la sostanza è sul pelo o sulla pelle, lavala via con uno shampoo delicato e acqua, poi sciacqua bene e asciuga.
  4. Tieni la confezione, l'etichetta o un pezzo della pianta, oppure fai una foto, e portali con te.
  5. Di' al veterinario cosa ha ingerito, più o meno quanto e quando.

Cosa non fare

  • Non farlo vomitare, a meno che non te lo dica il veterinario.
  • Non usare acqua salata: è pericolosissima.
  • Non provare a curarlo da solo e non dargli medicine: alcune medicine per persone o per altri animali sono velenose per lui.
  • Non aspettare che compaiano i segni.

Fonti